Territorio e caratteristiche

L'Unione dei Comuni è un Ente locale istituito per favorire lo sviluppo socio-economico dei territori dell'Area Interna, valorizzando le risorse ambientali, agricole e culturali della zona.

Marginalità e orografia

L’Area interna Etna-Nebrodi-Alcantara, comprende 13 comuni per una popolazione complessiva pari a 52.283 residenti al 2020. I comuni dell’Area sono: Bronte; Castiglione di Sicilia; Cesarò, Francavilla di Sicilia; Maletto; Malvagna; Maniace; Moio Alcantara; Motta Camastra; Randazzo; Roccella Valdemone; Santa Domenica Vittoria San Teodoro.

L’area comprende comuni periferici e ultraperiferici ed è stata individuata considerando, contestualmente, indicatori demografici, economici, sociali o ambientali che evidenzino maggiori criticità rispetto alle altre aree regionali.
L’Area, che si estende su un territorio pari a 1.069 km2 è situata prevalentemente tra i monti Nebrodi e l’Etna, in una zona montuosa e di difficile accesso. Il livello di marginalità dei comuni, intesa come distanza dai centri erogatori di servizi, è pari al 100 per cento (rapporto tra comuni periferici e ultraperiferici sul totale dei comuni), naturalmente la stessa percentuale anche per la popolazione residente nei comuni più marginali. Ciò deriva dalla presenza di 4 comuni periferici, 7 ultraperiferici in cui risiedono rispettivamente 26.680, 20.131 persone. La distanza dai centri erogatori di servizi è quindi una delle cause del disagio sociale e della fragilità produttiva di un territorio, e dipende anche in larga parte dalle caratteristiche orografiche che il territorio esprime, poiché altitudine e dislivello incidono in misura direttamente proporzionale sia sugli insediamenti residenziali sia su quelli produttivi. In particolare, i comuni definiti montani nell’Area, ai sensi del DL n. 641 del 17 Dicembre 2019 e DGR n. 405 del 21 Settembre 2021, sono 10: tutti i comuni ad esclusione di Bronte.

Struttura demografica

La popolazione residente nell’Area Etna Nebrodi Alcantara nel 2020 è pari a 52.283 unità e registra, nell’ultimo decennio, un decremento demografico del 5,3 per cento, maggiore di quello registrato in Sicilia (-2,6 per cento). Tale riduzione è legata sia alla decrescita naturale della popolazione sia ai movimenti migratori, in quanto il tasso di crescita naturale dell’Area evidenzia un -5,8 per mille a fronte di un -3,4 per mille di quello migratorio. Entrambi i tassi demografici sono peggiori di quelli rilevati per la Sicilia.
I dati di struttura per età della popolazione evidenziano che il 64,3 per cento compone la popolazione attiva (età compresa tra 15 e 64 anni), ma con quota più consistente rilevata nella classe di età 40-64 anni e che si approssima ad uscire dalla popolazione attiva. L’indice di vecchiaia1 è pari a circa 173 anziani per ogni 100 giovani, risultando superiore a quello medio della Sicilia (circa 159 anziani).
L’indice di dipendenza strutturale2, che misura l’equilibrio della popolazione attiva, è pari a 55,4 per cento, un punto percentuale superiore a quello siciliano (54,4 per cento). L’indice di dipendenza degli anziani è pari a 35,2 per cento, più alto di quello regionale. L’insieme di questi indicatori demografici evidenzia una situazione più critica, dal punto di vista della sostenibilità strutturale della popolazione, di quella regionale.

Occupazione dell’area

La popolazione dell’Area classificata rispetto alla propria condizione professionale registra una forza di lavoro potenziale di circa 19,5 mila individui, di cui il 75,6 per cento risulta occupato, e una non forza di lavoro (inattivi) di circa 21 mila individui. Il tasso di occupazione dell’Area è pari al 49,1 per cento, lievemente superiore a quello della Sicilia. Il tasso di attività è pari al 48 per cento e il tasso di disoccupazione si attesta al 24,3 per cento, un punto percentuale in meno a quello medio siciliano. I numeri evidenziano quindi una condizione del mercato del lavoro migliore di quella siciliana.
Dall’analisi dei singoli comuni dell’Area emerge che quattro comuni (il 36,4 per cento dei comuni dell’Area) registrano, nei tre indicatori, valori superiori a quelli regionali.
Il territorio presenta una forte vocazione turistica da sviluppare in riferimento all’enogastronomia che con prodotti di eccellenza presenti in tutti i comuni dell’area, rappresentano una delle direttrici di sviluppo economico del territorio unitamente all’artigianato e alle attività manifatturiere e delle costruzioni di cui infra.

Vocazione produttiva

Il settore primario rappresenta uno dei principali pilastri economici dell’Area Interna, caratterizzata da una diffusa presenza di coltivazioni e frutteti, esclusi i territori boschivi e montani. Operano circa 5.048 imprese agricole e zootecniche e il territorio produce eccellenze agroalimentari riconosciute con marchi DOP e IGP, tra cui pistacchio verde di Bronte, fico d’India e limone dell’Etna, olio Valdemone e vino dell’Etna. Tuttavia, la scarsa presenza di attività agroindustriali limita il valore aggiunto generato localmente, che in gran parte viene creato altrove.

Accanto all’agricoltura, è significativa la vocazione manifatturiera, soprattutto nel settore delle costruzioni. Nel 2019 sono attive 2.700 imprese con 6.354 addetti: il 33,3% appartiene al commercio, mentre le attività manifatturiere e le costruzioni rappresentano rispettivamente l’11,9% e il 15,7% delle imprese, con quote consistenti di addetti che confermano la specializzazione produttiva dell’Area. Il comparto turistico contribuisce invece in modo marginale, pur registrando un 10,5% degli addetti nel settore ricettivo e della ristorazione.

Dal punto di vista agricolo, la superficie utilizzata sfiora i 40.000 ettari, pari al 3% del totale siciliano, con aziende mediamente più estese rispetto alla media regionale (7,86 ettari contro 6,32). Ciò suggerisce un potenziale competitivo maggiore, nonostante una densità colturale inferiore agli standard regionali.

Sul piano istituzionale emerge una forte propensione alla collaborazione: il 73% dei comuni partecipa a unioni comunali, favorendo la gestione associata di funzioni e servizi.

Il turismo, pur disponendo di importanti attrattori culturali e ambientali — come i parchi dei Nebrodi, dell’Etna e dell’Alcantara, e i siti archeologici di Francavilla di Sicilia — risulta ancora poco sviluppato, con flussi concentrati soprattutto a Castiglione di Sicilia e un’offerta ricettiva complessivamente limitata.

Livelli dei servizi e fabbisogni dell’Area

Circa il 77% della popolazione dell’Area vive in zone con forte attrattività turistica e culturale, grazie alla vicinanza a poli come Etna, Catania e Taormina e alla presenza di tre parchi naturali regionali (Nebrodi, Etna, Alcantara). Nonostante questo potenziale, emergono criticità omogenee nei servizi e nella competitività economica: imprese e addetti risultano inferiori rispetto alla media siciliana, con poche eccezioni (Bronte, Castiglione di Sicilia, Francavilla di Sicilia, Moio Alcantara e Motta Camastra).

In ambito energetico, l’Area mostra performance superiori alla media regionale sia per la potenza degli impianti energetici pro capite che per la diffusione delle rinnovabili, con sei comuni oltre il dato siciliano. Anche sul dissesto idrogeologico la situazione appare migliore rispetto alla regione, salvo due comuni più vulnerabili. Per la gestione rifiuti, la raccolta differenziata raggiunge circa il 50% ma in otto comuni è sotto il livello regionale; solo Bronte, Maletto e Randazzo riportano valori migliori.

Nel settore istruzione, la disponibilità del servizio mensa è mediamente superiore al dato regionale, sebbene quasi metà dei comuni ne sia ancora priva, indicando ampi margini di miglioramento. La dotazione sanitaria è invece debole: posti letto ospedalieri inferiori alla media regionale, eccetto Bronte. Limitata anche l’offerta culturale strutturata (musei), con un dato regionale superato solo da Randazzo.

Il turismo presenta segnali di maturità soprattutto a Bronte, Castiglione di Sicilia, Maletto e Randazzo, mentre altri comuni hanno spazio per ampliare l’accoglienza e distribuire i flussi. Negli ultimi 14 anni gli investimenti pubblici si sono concentrati su turismo e cultura (26%), ambiente e rischio (48 milioni), istruzione e inclusione (23 milioni), con crescente attenzione a competitività, energia, innovazione e infrastrutture.

La Strategia territoriale punta su co-produzione, coesione comunitaria e innovazione, con interventi prioritari su reti idriche, energia, mitigazione dei rischi e valorizzazione del patrimonio naturale e culturale, per invertire il declino socioeconomico e costruire un modello di sviluppo sostenibile radicato nelle risorse locali.

Sintesi e potenzialità di sviluppo

In sintesi, i dati raccolti ed esposti descrivono il sistema territoriale Etna-Nebrodi-Alcantara come un’Area Interna, scarsamente interessata da dinamiche di tipo urbano e periferica rispetto ai sistemi metropolitani della Sicilia, sia per il posizionamento geografico sia per la scarsa dotazione di infrastrutture materiali e digitali. Questa situazione di perifericità è tra le cause del calo demografico in corso, che pone un rilevante rischio di invecchiamento della popolazione e di spopolamento del territorio. Sono però anche presenti un importante patrimonio di risorse naturali e paesaggistiche, un sistema comunitario forte e coeso, una vocazione agricola caratterizzata da prodotti noti per l’unicità e la qualità, e in alcune sezioni dell’Area Interna un settore turistico in crescita. Da questi elementi si intende partire per definire una strategia di sviluppo che inverta i trend demografici negativi e che valorizzi le potenzialità ancora inespresse del territorio.


STRATEGIE TERRITORIALI REGIONE SICILIANA 2021-2027

Pagina aggiornata il 11/12/2025